Lo scorpione e la tartaruga

Un giorno uno scorpione giunse nei pressi di un piccolo fiumiciattolo. Pensò preoccupato: “Come farò a passare sulla sponda opposta, sono uno scorpione, non so nuotare!”.
Si accorse che poco distante da lui stava arrivando una piccola tartaruga che si stava avvicinandosi alla sponda del fiume per attraversarlo. Muovendosi con cautela per non spaventarla, lo scorpione di avvicinò alla piccola tartaruga. Le disse: “Buongiorno, piccola tartaruga. Non avere paura, non ti farò del male ma voglio chiederti un piccolo piacere”. La tartarughina trasalì, spaventata, fece un piccolo passo indietro e rispose: “Scorpione, che tipo di favore potresti mai chiedermi?”. Lo scorpione con calma e tranquillità le disse: “Devo assolutamente passare dall’altra parte di questo fiume, ma come tu ben saprai, noi scorpioni non siamo capaci di nuotare e sicuramente morirei nell’impresa. Se invece tu fossi così gentile da farmi salire sopra di te potresti farmi attraversare questo fiume in pochi minuti e con il minimo sforzo!”.

Sorpresa la tartaruga rispose:

Non ti farò mai salire sopra di me, se per errore dovessi pungermi non avrei la minima possibilità di salvarmi da morte certa! Cerca un altro modo per attraversare il fiume se proprio devi attraversarlo!”.

Udite queste parole lo scorpione rispose: “Ma tartaruga, perché mai dovrei pungerti? Rifletti un momento, se ti pungessi mentre mi aiuti ad attraversare il fiume morirei di sicuro anche io in quanto non so nuotare e affogherei in pochi secondi!”. La tartaruga rifletté qualche momento e dopo aver ancora parlato un po’ con lo scorpione si convinse che anche lui aveva molto da perdere. Quindi accettò di aiutarlo ad attraversare il fiume. Così fece salire lo scorpione sulla sua schiena. Entrò in acqua ed incominciò a nuotare verso la sponda opposta. Arrivati a metà tragitto lo scorpione esclamò “Scusami!”.

Un attimo dopo la tartaruga sentì il pungiglione dello scorpione entrare dentro di lei. Capì che entro pochi istanti sarebbe morta. Racimolò le ultime forze e chiese: “Perché l’hai fatto?”. Con tono gelido lo scorpione le rispose:

perché è la mia Natura“.

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