Avorniello o Maggiociondolo

(il manico della scopa)

(Laburnum anagyroides), detto anche avorniello, appartenente alla famiglia delle Fabaceae, Leguminosae.

FuoriDalCoro2_8-1_150x200.jpgÈ un arbusto a foglia caduca che fiorisce a maggio con uno spettacolare grappolo di fiori penduli, simili al glicine, ma di colore giallo. In estate essi lasciano il posto ad un baccello piatto contenente dei semi marroni o neri.
Nasce spontaneo nelle regioni montagnose di tutta l’Europa centro-meridionale fino ai 1500 metri, ed è una delle specie arboree caratteristiche delle faggete. È presente anche a quote superiori, dove però viene spesso sostituito dal maggio-ciondolo alpino (Laburnum alpinum). Viene spesso piantato per consolidare ed arricchire il terreno, onde preparare l’insediamento di specie più esigenti.

FuoriDalCoro2_8-2_160x160.jpgI semi sono legumi dai numerosi semi nei molto più tossici delle foglie, in quanto contengono la citisina, un alcaloide. Un solo seme può determinare una sintomatologia tossica consistente in crampi muscolari, sudorazione e allucinazioni. Sono estremamente vele-nosi specie se immaturi per l’uomo e per altre specie di animali domestici, come le capre e i cavalli. Alcuni animali selvatici tuttavia (come lepri, conigli e cervi) se ne possono cibare senza problemi, e per questo in alcune regioni è ritenuta una pianta magica. Il legno è molto scuro e viene impiegato in opere di artigianato ed era richiesto per molto tempo come sostituto dell’ebano (“falso ebano”).

FuoriDalCoro2_8-3_100x200.jpgUn altro tassello alla soluzione del mistero del “volo delle streghe” ci viene fornito proprio dal Maggiociondolo. Era ritenuta una pianta molto pericolosa se i suoi semi, contenenti l’alcaloide citisina, erano ingeriti casualmente. Si ritiene che essi siano stati utilizzati dalle streghe per preparare le loro pozioni psicoattive. Quindi, anche questa pianta può entrare a pieno titolo come responsabile del volo delle streghe, ma con una caratteristica in più.
FuoriDalCoro2_8-4_160x160.jpgLe streghe durante i loro raduni estatici portavano con sé dei bastoni o delle verghe che oltre a servire per farsi riconoscere rappresentavano un simbolo fallico; e il maggiociondolo per le proprie caratteristiche di robustezza, di colore, di tossicità e di facile reperibilità ne possedeva tutte le caratteristiche di “ufficialità”. È stato inoltre ipotizzato che durante l’inquisizione molte “verghe sospette” furono camuffate da scope infilate in mazzi di saggina e passarono così per normali utensili. E da qui ha origine la rappresentazione della scopa con la strega sedutaci sopra?

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