La Felce

FuoriDalCoro2_10-1_200x150.jpgIn questo paragrafo dedicato ad una pianta molto comune, la felce, ci riferiamo in particolare alla felce maschio (Aspidium filix-mas o Dryopteris filix-mas). Il nome botanico (genere e specie) è: Dryopteris filix-mas, Dryopteris.

Era molto utilizzata nel Medioevo poiché rientrava in quasi tutti i trattati erboristici con molteplici proprietà.

FuoriDalCoro2_10-2_150x200.jpgÈ una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Dryopteridaceae e cresce nelle zone umide e ombrose dei boschi. È caratterizzata da foglie lunghe fino ad un metro e larghe 20-25 cm, che presentano una osta centrale e sono pennate ai lati. Queste erano utilizzate dalle streghe nella preparazione dei loro sortilegi. Sotto alle foglie ci sono i sori, cioè agglomerati di spore che diventano rossastre quando giungono a maturazione.
Tra le sostanze chimiche in essa contenuta sottolineiamo l’Acido filicico, l’Acido filmaronico, la Albaspidina, la Aspidina, l’Aspidinolo.

Proprietà terapeutiche:

elimina i vermi intestinali, diminuisce le normali funzioni muscolari e se ingerita interferisce con l’assorbimento del ferro e di altri minerali. Le FRONDE (fresche o secche) e i RIZOMI sono utili per le loro proprietà antiartritiche e antireumatiche; essi vengono usati, in forma di polpa o tintura, per uso esterno. Le FRONDE di felce maschio allontanano le cimici e i parassiti dall’uomo.

I suoi derivati sono, tuttavia, particolarmente tossici potendo procurare alterazioni della frequenza cardiaca, cefalea, convulsioni, diarrea, difficoltà respiratorie, nausea, spasmi addominali e vomito. In dosi eccessive può causare gravi danni epatici e cecità.

Anche se non si conosce l’azione diretta della felce è da sempre stata considerata una pianta estremamente importante in quanto negli antichi testi sugli incantesimi e negli erbari era solito leggere che “non esiste un pianta più stregata / e più amata da spettri e demoni”. Per questo motivi la felce è stata da sempre ritenuta una pianta che proteggeva dagli incantesimi, dalle persone negativa, dalle maldicenze, dall’invidia e quindi proteggeva dalle malattie favorendo la prosperità e la serenità.

Un altro potere magico veniva attribuito ai semi della felce maschio; questi sono invisibili e in grado di assicurare fama e ricchezza. Di questa pianta veniva utilizzato soprattutto il rizoma che bruciato o posto vicino all’orecchio durante il sonno donava la chiaroveggenza e la soluzione dei problemi.


Preparazione di un talismano

Michael Pusper, uno svevo accusato di stregoneria nel 1650, descrisse in che modo venivano utilizzai i “germogli” e i semi (spore)

Si prende un ramo di Nocciolo e si traccia un cerchio in prossimità di un incrocio. La sera, tra le undici e mezzanotte, si porta all’interno del cerchio un ramo di felce bianca senza proferire una parola. A questo punto, si materializzeranno apparizioni di ogni genere: persone come il padre e la madre, cani e simili. A mezzanotte, bisogna colpire la felce, sotto la quale è stata stesa la pelle di un animale, nel punto in cui nel frattempo è spuntato uno stelo, e il seme cadrà sulla pelle. Poi si infila il seme in un tubicino, si chiude con un pezzetto di legno, e a quel punto si possiede il seme della fortuna.

da Ditte e Giovanni Bandini. Piccolo dizionario delle streghe. Newton & Compton Editori
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