Claviceps Purpurea (o Segale Cornuta)

Claviceps_160x220.jpgPiccolo fungo a forma di corno, di colorito rossastro scuro o marrone detto “sclerozio” contenente numerosi alcaloidi. Uno di essi l”ergotina” viene usato in terapia dopo il parto per provocare le contrazioni dell’utero; un altro è l”ergotamina” valido rimedio in particolari forme di emicrania; un terzo componente è l’”acido lisergico”. Nel 1938 a Basilea il chimico Hoffman preparò un composto, il dietilamide-tartrato o LSD, che sperimentò su sé stesso. Dimostrò dunque che piccole dosi di LSD, agendo sul sistema nervoso centrale, possono provocare sintomi analoghi a quelli di alcune psicosi come la schizofrenia, con allu-cinazioni e disturbi della personalità. Già nel 1800 si identificò l’origine di alcune epidemie alimentari, avvenute dall’ XI sec. In poi, attribuendo le cause al fungo parassita della graminacea “la segale cornuta” che, inavvertitamente, era stato macinato per la produzione di farina.
Tra gli allucinogeni sintetici il più conosciuto e usato è appunto l’LSD o meglio detto nel gergo “acido”. Si tratta di un liquido incolore e inodore che va ingerito, è sufficiente una goccia, versandolo su una zolletta di zucchero o su una carta bibula cha va poi masticata. Se ne conosce nache la forma solida, sotto forma di capsule e tavolette o ancora micropunti o piramidi. La forma iniettabile è poco conosciuta. Le dosi per via orale variano da 0,03 a 0,05 mg. Gli effetti cominciano 5-10 minuti dopo l’assunzione e sono per lo più di tipo neurovegetativo: midriasi, salivazione, spesso nausea.
Generalmente gli effetti sono rappresentati da alterazioni della sfera emotiva-ideativa e soprattutto delle percezioni sensoriali. Il soggetto può essere ansioso talora depresso o all’opposto euforico ed estatico. Frequenti sono le allucinazioni che riguardano la sfera visiva, ma anche uditiva e tattile con sensazioni di allungamento o accorciamento degli arti, senso di leggerezza o all’opposto senso di pesantezza. Il senso cromatico è nettamente aumentato: i colori assumono una particolare luminosità e vivezza; sono alterate le forme e i volumi degli8 oggetti, come le distanze. La capacità di attenzione è nettamente diminuita.
Il “viaggio” può essere a volte piacevole, altre volte terrificante per cui spesso i consumatori di LSD fanno esperienza a coppia per cui uno prende la sostanza e l’altro funge da guida. Se questi si accorge che il compagno sta facendo un “cattivo viaggio” lo tranquillizza a parole o somministrando diazepam (10-20 mg i.m.) e piridossina (100-200 mg i.m.) talvolta è necessario ricorrere a farmaci neurolettici ad azione antipsicotica.
Un fenomeno assai tipico è la possibilità di introspezione mediante LSD il che ha fatto dell’acido il prototipo della droga psichedelica e per cui è stato utilizzato in terapia psiconalitica allo scopo di far emergere i contenuti dell’inconscio. Una nota a parte merita il problema del suicidio nei soggetti sotto l’effetto dell’LSD, dovuto al fatto che la droga spesso rivela un senso di disprezzo per sé stessi con la sensazione di non essere “puliti”.
La dipendenza di natura psicologica, è paragonabile a quella dell’hashish; il soggetto ricerca lo stato piacevole nel quale l’LSD lo immerge e non occorre aumentare la dose per cui si può sospendere l’uso senza provocare disturbi fisici. I danni possono dipendere dalla quantità della droga in quanto è impossibile valutarne la purezza. Spesso infatti capita che l’LSD, ad opera dei trafficanti, mescolato a prodotti che ne aggravano l’effetto come la fenciclidina. Super dosaggio e prodotti associati possono provocare sui soggetti più o meno l’assunzione di LSD da parte di un soggetto predisposto può favorire l’istaurarsi di una malattia mentale. Altri danni possono derivare dal “cattivo viaggio” per cui il soggetto che reagisce male all’assunzione cade in uno stato di angoscia che può condurlo al suicidio. E’ probabile che l’LSD abbia effetti teratogeni.
Tipico di questo allucinogeno è il “flash back” che non è altro che una particolare sensazione psicologica nella quale il soggetto rivive, con grande ansietà, alcune caratteristiche di un precedente “viaggio” senza aver assunto droga. Questo fenomeno si manifesta soprattutto in quei soggetti che non fortemente consumatori e si trovino in condizioni di stanchezza fisica o psichica o in coloro che adoperano l’LSD in associazione con maryuana o latri tipi di doghe.

Avvelenamento da segale cornuta e diffusione dell’ergotismo

Periodi piovosi prima di un raccolto favoriva la crescita del fungo sulla segale e se questa veniva immagazzinata in condizioni di umidità la crescita del fungo ne veniva ulteriormente facilitata. Per causare l’avvelenamento da segale basta, inoltre, solo una piccola quantità di fungo presente nella farina. Quando molta gente di un villaggio veniva colpito da questa malattia era facile attribuirne la causa ad una sorta di maleficio. Come per altri disastri la colpa era attribuita spesso ad una vecchia innocente, una donna che non poteva più avere figli e che non poteva contare sul sostegno dei familiari. Spesso tali donne vivevano ai margini della comunità procurandosi i loro modesti mezzi di sostentamento grazie alla conoscenza delle erbe. I loro livello di povertà le impediva di acquistare farina e pertanto restavano “misteriosamente” immuni dal maleficio. Gli storici hanno descritto diversi casi di epidemia di ergotismo che spesso portavano alle accuse di stregoneria.

Ergotismo (Fuoco di Sant’Antonio, Ballo di San Vito)

L’ergotismo, o avvelenamento da segale cornuta è stato uno dei più grandi e diffusi flagelli dell’umanità. I sintomi variano a seconda della quantità dei vari alcaloidi assunti e possono comprendere convulsioni, diarrea, letargia, comportamenti di eccitamento maniacale, allucina-zioni, vomito, spasmi muscolari, formicolii sulla pelle, intorpidimento delle mani e dei piedi e una sensazione di bruciare che diventa estremamente dolorosa quando si instaura una cancrena da ristagno della circolazione. Nel Medioevo questa malattia era nota con molti nomi: fuoco di Sant’Antonio, fuoco occulto, ballo di San Vito. Si ricorreva alla parola fuoco per descrivere al terribile bruciore a cui erano soggetti le persone colpite e alle estremità annerite a causa del progresso della cancrena. Spesso gli ammalati perdevano le mani, i piedi o i genitali. A Sant’Antonio si attribuivano speciali poteri contro il fuoco, l’epilessia e le infezioni in genere. Quanto alla espressione “ballo di San Vito” si riferiva agli spasmi muscolari dovuti agli effetti neurologici di alcuni degli alcaloidi della segale cornuta.

Applicazioni terapeutiche

Gli alcaloidi della segale cornuta, pur essendo tossici e pericolosi hanno una lunga storia di applicazioni terapeutiche, e alcuni loro derivati sono ancora utilizzati in medicina. Per secoli, erboristi, levatrici e medici ne hanno usato estratti per accelerare il parto o produrre aborti… oggi tali alcaloidi o loro modificazioni chimiche sono usati come vasocostrittori per emicranie, per trattare le emorragie post partum e per stimolare le contrazioni uterine nel parto.

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