Vorremmo dormire!

  • Breve viaggio nel mondo della gestione farmacologica dell’insonnia (3/29/2017) - Vorrei dormire meglio! Sono diverse notti che non riesco a chiudere occhio! Sì, mi addormento, forse dormo tutta la notte, ma il mio sonno è agitato e quando mi sveglio la mattina mi sento uno straccio! Mi sento nervoso, sono giorni che non riesco a dormire bene! Quante volte abbiamo sentito queste affermazioni e quante volte è capitato a noi di pronunciarle??!! Allora ci rifuggiamo nella classi-ca camomilla, nella lettura di un libro (magari “pesante”), in un bagno caldo; qualcuno si spinge vero rimedi esoterici, con particolari rituali e messe in scena, ricordo dei consigli della nonna o della vicina di casa. Ci accorgiamo che sa volte funzionano; i problemi che erano alla base si sono allontanati o sono stati affrontati e ritorniamo a dormire. Altre invece il problema persiste, è più profondo: l’insonnia continua e inizia a pesare notevolmente sulla nostra qualità della vita. A questo punto dobbiamo rivolgersi al nostro medico, magari ad uno specialista. Dobbiamo evitare di chiedere il consiglio all’amico o al aprente che già ha affrontato il problema ed usa “quella piccoletta” o “quelle goccine”. Alla base di una insonnia persistente possono esserci diversi problemi di natura organica e psichica e deve, pertanto, essere affrontata, [...]
  • Vorremmo dormire: introduzione (3/29/2017) - L’umanità ha sofferto di insonnia da sempre e per molto tempo sono state utilizzate sostanze come l’alcool, l’oppio e le erbe (vedi capitolo nelle erbe delle streghe) per l’induzione del sonno. I primi farmaci ad essere diffusamente utilizzati nel trattamento dell’insonnia sono stati i barbiturici, soprattutto verso la metà e la fine del secolo scorso. Questi composti esponevano, tuttavia, i pazienti ad un elevato rischio di overdose e di una elevata incidenza di astinenza quando sospesi. Nel 1960 entra in gioco una nuova classe di farmaci. Sono introdotte in commercio le BenzoDiaZepine (BDZ). Le benzodiazepine determinarono un miglioramento in termini di sicurezza rispetto ai barbiturici ma erano erano responsabili di assuefazione e di dipendenza farmacologica. All’inizio degli anni ’80 furono introdotti in commercio sostanze che lavoravano sui recettori delle benodiazepine, ma non erano strutturalmente e chimicamente simili alle stesse. Questi composti sono conosciuti come Agonisti Selettivi del Recettore delle Benzodiazepine (indicati con la sigla BZRA). Nel 2005 fu approvato un nuovo farmaco ipnotico che lavora attra-verso il sistema agonistico recettoriale della melatonina. Questi nuovi ipnotici (i BZRA selettivi e gli agonisti del recettore delle melatonina) sono più sicuri, meno tossici e meno responsabili dell’abuso e della dipendenza rispetto ai precedenti [...]
  • Attuale stato della gestione farmacologica dell’insonnia (3/29/2017) - l National Institutes of Health (NIH) ha organizzato nel 2005 una conferenza per stabilire delle linee guida nel trattamento dell’insonnia e ha analizzato ogni classe farmacologica usata nel trattamento dell’insonnia. Le modalità prescrittive analizzate dallo studio della NIH sui composti utilizzati possono essere riassunte in tre grandi gruppi: 1) Farmaci Over-the-Counter (senza ricetta) Antiistaminici come la difenidramina, farmaco antistaminico an-ti-H1 con azione anche anestetica locale. Usato nelle dermatiti e nelle oculoriniti allergiche, per ridurre prurito ed edema, e nel trattamento del vomito. Non esistono evidenze cliniche e sperimentali su questa indicazione, inoltre può essere responsabile di numerosi effetti collaterali, oltre alla sedazione eccessiva. Erbe medicinali, valeriana, melatonina, L-triptofano: pochi dati disponibili a loro favore e alcuni sono responsabili di tossicità se usati ad alte dosi Alcool: è molto utilizzato come rimedio dell’insonnia. Anche se in qualche sporadico caso potrebbe essere d’aiuto nelle fasi iniziali dell’insonnia non migliora la qualità del sonno e può portare a complicazioni residuali nel giorno successivo. I soggetti che assumono l’alcool tendono a diventare tolleranti ed ad assumere la quantità con le gravi conseguenze che conosciamo. 2) Farmaci non approvati dalla FDA (U.S. Food and Drug Administation) Molti medici considerano gli antidepressivi Triciclici e gli SSRI [...]

Terapie farmacologiche emergenti nella cura dell’insonnia

Sono in sviluppo nuovi composti nella cura dell’insonnia. Uno di questi è l’indiplon un altro selettivo BZRA. Un altro composto ipnotico che viene studiato attualmente è il gaboxadol che agisce attraverso lo stesso complesso recettoriale GABAA ma non agisce sul rito recettoriale delle benzodiazepine.


Conclusioni

PsicheInPillole1_2-150x200Con le maggiori informazioni che emergono sul-l’insonnia così come la possibilità di disporre di nuovi composti farmacologici efficaci, emerge la necessità di una maggiore informazione ed educazione dei medici su questo argomento. Diverse organizzazioni sanitarie, così come la NIH iniziano a prestare maggiore attenzione sui problemi legati all’insonnia e sul trattamento. I clinici devono considerare con maggiore attenzione l’impatto che l’insonnia può dare sul funzionamento della vita quotidiana e conoscere come questi composti agiscono per ridurre questo impatto.


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