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(di Maria De Cola)


“Prendere coscienza del proprio corpo è accedere a tutto il proprio essere” (Thérèse Bertherat).


L’Antiginnastica® è nata in Occidente e si rivolge a chi in Occidente ci vive, a chi è abituato a parole come stress, tensione, difesa, deformazione, perché fanno parte ormai da molto tempo della cultura e della realtà dell’uomo occidentale. Il terreno di base su cui si muove l’antiginnastica è quello dei muscoli, considerando la persona nella sua interezza. E’ un’attività che si svolge prevalentemente in gruppo, con la guida di un terapeuta, ma anche in sedute individuali.

L’Antiginnastica® può assumere le caratteristiche di una terapia, perchè tende alla guarigione attraverso la crescita e il cambiamento delle persone, oppure di un lavoro più di tipo pedagogico, in cui si tende ad impartire degli insegnamenti utili al benessere e alla salute dei partecipanti ai gruppi.
Dato che la forma del corpo di una persona è fortemente determinata dallo stato dei suoi muscoli, le si propone di vivere il corpo pienamente, facendo dei movimenti che non hanno come obiettivo né l’allenamento, né il “fare fatica”. Sono movimenti studiati per tonificare o allentare la muscolatura, per creare una situazione in cui la persona sia facilitata ad entrare in contatto con sé stessa ed ascoltare la storia che il suo corpo le racconta. Questi movimenti sono chiamati “preliminari” e non sono ripetitivi, dato che la ripetizione, comune alle ginnastiche in genere, tende a produrre estraniamento da sé, piuttosto che ascolto ed attenzione. Un obiettivo è anche quello di riacquistare la “forma”, In questo l’Antiginnastica è in antitesi con l’opinione corrente e cioè con il fatto che per essere in forma sia necessario un incessante allenamento e molta fatica. Per essere in forma basta che il nostro corpo riprenda il suo originale equilibrio muscolare in cui la catena muscolare posteriore non è accorciata e il diaframma è libero di muoversi. Infatti, salvo handicaps genetici o traumatici tutti, da bambini, avevamo muscoli forti ed elastici. La schiena era lunga e diritta, la respirazione libera, il torace mobile e flessibile, il collo lungo, i piedi avevano una forma armoniosa e non erano doloranti. Lo sguardo era vivo, il riso e il pianto non erano trattenuti. Detto questo non si propone ora di ripercorrere tappa per tappa tutto il cammino che abbiamo fatto sino a deformarci, anche se sarebbe possibile, attraverso i muscoli, leggere la nostra storia. Non si propone nemmeno di interpretare, dal punto di vista simbolico e psicologico, tutte le nostre tensioni, ma di prenderne coscienza prima di tutto ascoltando quello che il corpo ci dice “qui ed ora”. L’antiginnastica propone di allentare le tensioni, ascoltando quello che ci vogliono segnalare, senza contrastarle ed ostacolarle come se fossero qualcosa di diverso da noi.
“Voglio che lei mi faccia passare il mal di schiena.” E’ una frase ricorrente che sento nel mio lavoro. Come se il mal di schiena fosse un’entità separata, un disturbo da eliminare senza modificare nient’altro di se. Non è possibile che qualcuno ci faccia passare il mal di schiena, ma è possibile però ascoltarlo, sentendo che deriva da un’eccessiva tensione della muscolatura della schiena. Se allentiamo questa tensione possiamo assumere una posizione diversa, abbandonando gradualmente quella che lo provocava.
Cambiare posizione vuol dire anche cambiare struttura, vuol dire essere disponibili nei confronti di noi stessi, mettersi in discussione: Vuol dire cambiare qualcosa della propria vita in modo che la nostra schiena non abbia più bisogno di farsi sentire.

Il metodo di lavoro

I movimenti dell’antiginnastica sono chiamati “preliminari” perché, secondo la definizione di Therese Bertherat, ideatrice di questo metodo, sono quei movimenti che preparano il corpo e tutta la persona a poter vivere in modo pieno. Essi non producono un generale rilasciamento o distensione, ma tendono ad allentare le tensioni nella muscolatura posteriore e ad attivare la muscolatura anteriore. L’obiettivo è quello di creare un equilibrio tra queste due parti del corpo. E’ un equilibrio che tutti abbiamo alla nascita, salvo deformazioni congenite o traumi, ma che poi perdiamo gradualmente nel corso degli anni. La parte posteriore del corpo diventa così sempre più forte, ed insieme alla forza acquista tensioni, rigidità contratture muscolari. Quella anteriore, al contrario, è sempre più debole, indifesa e rilassata. Nel liberare le tensioni muscolari si possono provare sensazioni che non sono solo corporee, ma anche psichiche, perché tutto in noi eècollegato: il corpo è una manifestazione della nostra psiche e viceversa. Lo stimolo a comunicare le sensazioni ci rende più attenti verso noi stessi. Il saper collegare alle sensazioni corporee immagini ed emozioni, ci aiuta a ristabilire canali di comunicazione corpo-mente che abbiamo spesso disattivato.
Perché ci sia armonia ed equilibrio nella persona, i suoi pensieri e le sue emozioni devono trasformarsi in parole o azioni. Se questo non avviene c’è un blocco muscolare o psichico che interrompe il fluire dell’energia e del movimento. Un buon equilibrio muscolare infatti si traduce anche in un migliore invio di impulsi nervosi al cervello e viceversa. Spesso però per arrivare al benessere bisogna passare attraverso dei brutti momenti: quelli in cui si scopre che si è impossibilitati a compiere certi gesti, a causa di blocchi muscolari molto antichi. Ci si trova impotenti, rigidi di fronte ad un malessere che abbiamo sempre cercato di evitare, deformandoci. In questi momenti critici il paziente può assumersi la responsabilità di affrontare il malessere per cambiare, ma può anche desistere, e rifiutare implicitamente di guarire per non cambiare. Per questo a volte si può uscire da una seduta più a disagio di quando si è arrivati. Ma se riusciamo a superare l’immediata negatività di questo disagio potremo trasformarlo in uno stimolo per cambiare. Il disagio in se non è certo positivo, ma possiamo prenderne coscienza, possiamo sentirne la causa e questo può servirci a evitarlo e a trovare l’equilibrio. Antiginnastica non è dunque rilassamento e sollievo, ma un lavoro intenso e sconvolgente, che può certo portare a stare meglio ma attraverso un cammino che può essere lungo, tortuoso e pieno di pericoli perché in ogni rigidità muscolare che si va a visitare o a dissolvere è contenuta una storia e un significato che si liberano. L’innovazione dell’antiginnastica è quella di fornire un luogo, uno modo per affrontare se stessi in piena libertà, facendo dei movimenti di allungamento e di presa di contatto con il proprio corpo, mirati ad abitarlo meglio, a esserne padroni e consapevoli senza esserne i controllori e i censori. Questo intervento su di se che porta a stare meglio, ci fa prendere coscienza che lo stare bene è una nostra responsabilità, dunque ci stimola ad essere attivi e autonomi rispetto alla nostra salute.

Per informazioni rivolgersi a:
Maria De Cola
Via Acqua delle Noci, Mercogliano (AV)
tel 0825/788668 – cell 3286186663
Per approfondimenti consultate il sito: www.antiginnastica.com

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