I fenomeni ossessivi precursori evolutivi del pensiero conscio volontario

DisturbiMentali2_1_200x150Il disturbo ossessivo-compulsivo rappresenta una patologia molto diffusa e invalidante. Sebbene il DOC sia una patologia ampia-mente studiata ancora non sono conosciuti completamente i meccanismi responsabili dello sviluppo di tale patologia. Allo stesso modo negli ultimi anni sono stati fatti molti passi in avanti nella ricerca di strategie terapeutiche che hanno contribuito ad alleviare tale sofferenza soltanto in parte. Tuttavia numerosi sono i pazienti che presentano un corredo sintomatologico grave da impedirne un corretto inserimento nella vita quotidiana sociale, familiare con marcata compromissione della qualità della vita. In questo quadro di ricerca affannosa delle cause e delle cure ddel DOC è interessante il contributo offerto dall’ipotesi formulata da Abed RT e de Pauw KW (1998) e ripresa recentemente da Feygin et al. (2006). Questi autori suggeriscono che le ossessioni e le compulsioni originano da una iperattività del modulo mentale che la maggior parte degli uomini possiede e che ha la funzione di prevedere scenari rischiosi senza un intervento volontario. L’ipotesi prevede che i fenomeni ossessivi funzionino come un interruttore off-line per i processi di evitamento dei rischi, disegnato con lo scopo di determinare un comportamento di evitamento del rischio di un evento futuro, distinguendolo in questo modo dall’ansia e dai fenomeni associati, che agiscono come un interruttore on-line dei fenomeni emotivi, disegnato per determinare l’evitamento di rischi diretti ed immediati. Questa ipotesi da testare e confutare può costituire la base per future ricerche di questo importante disturbo mentale.

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