Pensiero immediato e pensiero futuro

DisturbiMentali2_5_200x150Bickerton (1996) ha proposto che ci sono due diversi modi fondamentali di pensare: on e off-line. Il pensiero on-life è frequente in molti organismi complessi e coinvolge l’attività designata per risolvere un problema direttamente prodotto da un individuo. Il pensiero off-line coinvolge l’attività mentale con lo scopo di risolvere i problemi che l’organismo potrebbe dover affrontare in futuro. Bickerton confrontando i due pensieri ritiene che il pensiero off-line è basato sul linguaggio, unico nella specie umana. Secondo questa struttura, il pensiero ossessivo dovrebbe essere considerato come una variante primitiva del pensiero off-line, non volontario. Sebbene l’idea che il pensiero umano sia basato sul linguaggio non è universalmente accettato (Pinker, 1994), c’è abbastanza terreno per affermare che i fenomeni ossessivi potrebbero essere stati i precursori evolutivi del pensiero conscio volontario. Può aumentare l’interesse di questo problema se le ossessioni esistano in altre specie.

Potrebbe aumentare l’interesse per questa ipotesi se le ossessioni possano esistere anche in altre specie animali. Il principale ostacolo nello studio di questo sistema in altri animali è costituito, ovviamente, dalla inaccessibilità al loro stato soggettivo e il problema può essere valutato soltanto indirettamente attraverso la determinazione di processi ossessivi implicati nell’apprendimento.

Molti modelli animali attuale di OCD sono basati sullo studio di comportamenti maladattativi ripetitivi. Secondo questi studi le azioni associate alla sopravvivenza dell’animale sembrano essere codificate nei gangli basali. Le compulsioni e i tics presenti negli uomini sono considerati come frammenti di attività che originano inappropriatamente dalla disfunzione del sistema cortico-striatale (Carter, 1998). Anche se l’obiettivo di questi studi non si concentrato sullo studio dei fenomeni ossessivi la sensazione dell’esistenza di un sistema neurobiologico attraverso le specie (cross-species) nasce dalla osservazione di comportamenti vitali (principalmente di evitamento) di sopravvivenza.

Ratey & Johnson (1997) hanno effettuato una importante distinzione tra scansioni sociali e non-sociali in pazienti OCD. Essi hanno constatato che i pazienti OCD tendono a scannerizzare i loro comportamenti per cercare la sorgente del rischio e che sia possibile separare quelli che tendono a cercare nel loro ambiente i pericoli sociali da quelli che anticipano i rischi fisici (ad es. contaminazione). Marks & Nesse (1994) hanno allo stesso modo prestato attenzione al numero di strategie fisiche e sociali di esitamento più frequentemente coinvolte nei fenomeni ossessivi. Quindi, dato che il ragionamento umano sui domini sociali è richiesto per coinvolgere distinti processi cerebrali modulari (Baron-Cohen, 1997; Cosmides & Tooby, 1992; Mithen, 1996), il IRSGS può processare gli scenari di rischio riguardanti le situazioni fisiche e sociali separatamente. In altre parole, è ipotizzato che i fenomeni ossessivi siano processi condizionati auto-generati diretti a due domini distinti e separati cioè ambienti fisici e sociali.

L’ipotesi descritta dagli autori ritiene che le ossessioni e le compulsioni si manifestino da un processo di adattamento psicologico che la maggior parte degli uomini possiede. Ciò è associato con la considerazione che la maggior parte delle popolazioni sperimenta pensieri indesiderati ed intrusivi durante la loro vita (Osborn, 1998; Rachman & Desilva, 1978) così come la constatazione che l’OCD sembra essere una forma universale in tutte le culture (Stein & Rapoport, 1996; Rapoport & Fiske, 1998).

Alcuni ricercatori hanno suggerito che il sistema neurobiologico responsabile della generazione dei pensieri ossessivi è l’analogo mentale e psicologico al sistema immunitario. Piuttosto che essere responsabile della produzione di proteine protettive (anticorpi) con il compito di neutralizzare i pericoli fisici di potenziali invasori, il IRSGS potrebbe essere associato alla produzione di pacchetti di scenari di rischio attraverso l’impiego di elementi di natura ambientale fisica e sociale per predire eventuali pericoli. Le emozioni negative dell’ansia, del disgusto o della paura potrebbero determinare comportamenti di evitamento e un processo di apprendimento di immaginazione di pericoli futuri (“immunizzazione”). A questo punto gli scenari pericolosi potrebbero cessare o semplicemente assopirsi. Così se questa ipotesi è corretta, il OCD potrebbe essere analogo a un disturbo mentale auto-immune, ad es., una risposta protettiva che va oltre l’utilità e diventa autodistruttivo.

Le similitudini fenomenologiche tra OCD e disturbo post-traumatico da stress (PTSD) sono state notate da diversi autori (Lipinski & Pope, 1994). In accordo con l’ipotesi proposta la frequenza dei pensieri ossessivi dovrebbe aumentare in situazioni traumatiche o minacciose se interessanti pericoli fisici o situazioni sociali stressanti. Tali eventi potrebbero attivare il IRSGS presentando al soggetto un range di nuove situazioni di rischio. Da un punto di vista evolutivo il PTSD potrebbe essere considerato come una accentuazione patologica di una risposta adattativa che inizialmente porta a modificazioni del comportamento di un individuo e una riduzione di rischio futuro. In aggiunta ai pensieri e alle immagini durante lo stato di riposo, il IRSGS può anche utilizzare i sogni come un meccanismo di esitamento dei rischi in modo tale da incrementare la frequenza di sogni vividi e incubi caratteristici del PSTD. Inoltre, è chiaro che questi due disturbi (OCD e PTSD), differiscono anche in alcuni aspetti importanti. Per esempio, l’assenza di rituali compulsavi nel PTSD non può essere spiegato con questa ipotesi.


È dibattuto, quindi, che mentre l’ansia e il panico sono stati emotivi on-line disegnati per generare un comportamento di evitamento di un rischio  come risposta diretta alla esposizione di un pericolo immediato (reale o immaginato), il sistema ossessivo è un processo off-line disegnato per generare un comportamento di evitamento in risposta a pericoli che gli individui potrebbero incontrare in  futuro.


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