Il Digiuno

Il giornalista Rino Cardone, in occasione del periodo di digiuno prescritto ai credenti Bahà’ì dal 2 al 21 Marzo, scrive, sul Forum Bahà’ì:

“La gran parte delle Fedi religiose prescrivono il digiuno come mezzo di purificazione spirituale. Il digiuno era messo in pratica dagli antichi greci quando consultavano gli oracoli; dai nativi americani e dagli sciamani africani, per i loro riti animisti. Il Buddismo prescrive ai monaci di digiunare ogni mese: nei giorni di luna nuova e di luna piena.
Anche nella tradizione braminica si prescrive di digiunare nel giorno di plenilunio e nell’undicesimo giorno che segue alla luna nuova: Ekadashii.
Nell’Ebraismo si praticano vari digiuni, il più importante dei quali cade tra settembre e ottobre ed assume il nome di Yom Kippur (כפור) Giorno dell’espiazione.
Nel Cristianesimo il digiuno veniva praticato il venerdì d’ogni settimana ed era anche osservato in preparazione della Pasqua.
Per l’Islam il digiuno rappresenta uno dei cinque pilastri della dottrina coranica. Esso si pratica nel mese di Ramaḍān mese caldo.
Nella Fede Bahá’í si afferma testualmente che “la Religione di Dio è come il cielo, il digiuno è il sole e la preghiera obbligatoria, la luna. In verità, essi sono le colonne della religione per cui i giusti si distinguono da coloro che trasgrediscono i Suoi comandamenti. Supplichiamo Dio, esaltato e glorificato sia, di dare benignamente a tutti la possibilità di osservare ciò che Egli ha rivelato nel Suo Antico Libro”.
La medicina olistica è giunta alla conclusione che “gli effetti mentali del digiuno si manifestano sia nella sfera puramente razionale che in quella emotiva ed istintuale. La sensibilità e l’emotività si affinano, l’attenzione, la concentrazione e la memoria possono migliorare notevolmente, così le capacità logiche e soprattutto quelle intuitive. Idee nuove affiorano, si intuisce il significato di vicende rimaste oscure, si progetta il futuro”.

Rino Cardone

Giornalista professionista. Conduttore televisivo del TG3. Ha diretto le riviste: Perimetro e Il Filo Rosso. Nel 1999 ha effettuato le segnalazioni, per la Basilicata, di “Atlante – Geografia e Storia della Giovane Arte Italiana” (Giancarlo Politi Editore). Nello stesso anno ha pubblicato: “Convergenze – Aspetti dell’arte in Basilicata tra ‘800 e ‘900” (Edizioni Pinacoteca Bernalda-Metaponto).
Per l’IRRSAE ha curato una ricerca sulla storia della fotografia nel Molise (1945-1992) – Edizioni Vitmar -. Un suo saggio sull’arte molisana è apparso in “Molise & Molisani”. Sull’estetica moderna ha pubblicato: “Angeli e Macchine” (1994, Edizioni “Il Quadrato e la Luce”)
Ha effettuato le segnalazioni, per la Basilicata, di “Obiettivo Mediterraneo” (a cura di F. Miglietta – Castello Svevo, Cosenza, 1984) e di “Mare Nostrum” (a cura di L. Caramel – Castello Aragonese, Taranto, 1987). Con Franco Sossi ha curato “La Terra Blu” (Castellaneta Marina, VIII Biennale di Pittura, premio “G. Arnese”, 1986). Con Antonio Gasbarrini ha curato “Le due metà dell’io sognante” (Castello Cinquecentesco, sala Clerici, L’Aquila, 1995).
Delle connessioni esistenti tra arte, spiritualità e Fede Bahà’ì si è occupato in “Gli ultimi 36 Santi delle Marche – un’iconografia devozionale contemporanea per l’Anno Santo 2000” (a cura di S. Craia) – Macerata, 2000 – e in un CD Rom Catalogo Multimediale (a cura di A. Sassu) a margine della 1^ Mostra internazionale sulla “Mail Art”, Torreglia (PD), 2000.

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