Il profumo

Patrick Süskind

(recensione di Roberto Pane)

Ci sono molte tracce che percorrono come un filo continuo il dipanarsi della nostra vita. Nei momenti migliori ed in quelli peggiori. Di queste, che qualcuno a torto ha definito la più fugace, è quella legata agli odori. Oscuri o colorati. Metabolizzati, ritrovati o subito persi. Cadenzano i nostri momenti più importanti ed in una sorta di alchimia misteriosa ci riportano a fatti, persone, amori, paure. Una chimica delle emozioni che media il nostro rapporto con il mondo e con la vita (e non meno che la morte) nella sua interezza. L’odore della nuca di un bambino, del cuoio o del pane appena sfornato, o della terra umida o di un amante fremente o del sangue versato invano riportano la nostra mente sui luoghi della memoria emotiva, nelle lande del nostro comportamento razionale ed irrazionale.

Ed è in una galassia di stimoli olfattivi che si sviluppa questo avvincente romanzo, ambientato in una Parigi del settecento, stracolma di miasmi e di profumi stridenti. Nel suo ventre nasce un bambino, Jean Baptiste Grenoville, la cui curiosità sarà segnata per sempre da un malefico destino: quello di non emanare alcun odore. E come tutto ciò (e in tutti i tempi) che è considerato “fuori dalla norma”, egli subisce la più insulsa ostilità umana: ribrezzo, diffidenza, odio, compassione. Ma quasi come se la bilancia di quest’uomo inerme e segnato dovesse pur tuttavia raggiungere un suo equilibrio, quella vita che gli ha tolto tanto ripara in parte al torto regalandogli il più fine degli olfatti. Con quest’arma potente e raffinata Jean Battiste riprova a riconquistare il mondo. Diventa un eccelso alchimista dei profumi attraverso i quali soggiogherà la realtà e l’amore ma senza possederli mai fino in fondo.

Attraverso questa storia singolare ed affascinante scopriamo tempi, luoghi, costumi la cui traccia olfattiva può benissimo essere quella dei nostri tempi, dei nostri luoghi, dei nostri costumi , in una sorta di radice odorosa comune che non cambia con il cambiare delle vicissitudini umane. E riscopriamo una matrice primordiale (ma essenziale) che per quanto nascosta da vaporose nuvole di deodorante ha dato molto alla sopravvivenza ed alle emozioni del genere umano.

 

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