La cognizione nel disturbo depressivo: quali strumenti.

Il Professor Roger S. McIntyre del Mood Disorders Psychopharmacology Unit, University of Toronto, in Canada nel suo articolo “Available Tools for Assessing Cognitive Impairment in Major Depressive Disorder”, pubblicato nel Journal of Clinical Psychiatry (2017)  descrive i possibili strumenti di valutazione della funzionalità cognitive dei pazienti affetti da Disturbo Depressivo Maggiore.


Cos’è il Disturbo Depressivo Maggiore.

Il Disturbo Depressivo Maggiore [Major depressive disorder (MDD)] è una grave malattia cronica, invalidante e disabilitante che è comune in molte culture e gruppi di età. L’età media di prevalenza della malattia durante il corso della vita è stimata essere del 14,6% nei paesi industrializzati e dell’11,1% dei paesi in via di sviluppo. Il MDD è associato a disabilità psicosociale, interpersonale e lavorativa e nel 2015 è stata la terza causa disabilità mondiale. Sta emergendo sempre di più che la disfunzione cognitiva nei pazienti con MDD è un significativo mediatore del peggioramento sintomatologico e della disabilità associata alla malattia (McIntyre RS et al., 2013)

La valutazione del peggioramento della funzionalità cognitiva e la selezione di terapie verso le disfunzioni cognitive potrebbe portare ad un miglioramento funzionale complessivo.  Gli attuali strumenti di screening del deterioramento cognitivo spesso non sono semplici e facili da utilizzare nella pratica clinica quotidiana .


La valutazione dei pazienti con deterioramento cognitivo

La valutazione dei pazienti affetti da MDD della disfunzione cognitiva è ritenuto essere importante da diverse linee guida terapeutiche (McIntyre et al., 2017).  Come hanno, tuttavia, evidenziato El Hammi et al, (2014) la valutazione cognitiva dei pazienti con MDD è spesso effettuata senza strumenti appropriati.  Gli strumenti utilizzati spesso valutano la gravità della depressione o sono usati in popolazioni di pazienti affetti da Disturbi neurocognitivi.


Le disfunzioni cognitive del MMD nel DSM-5

Sono tipicamente incluse in questi strumenti come un sintomo DSM del MDD.

I domini cognitivi che dovrebbero valutati e mirati per il trattamento sono l’attenzione e la concentrazione, l’apprendimento e la memoria, la velocità di elaborazione e la funzione esecutiva (Lee et al. 2012). Per ottenere, inoltre, un quadro completo della cognizione del paziente sono necessarie sia le misure di autovalutazione, sia quelle somministrate. Sebbene esistano numerose batterie neurocognitive, molti sono i domini specifici con la necessità da parte dei medici di utilizzare molteplici strumenti per cercare di valutare adeguatamente la cognizione dei pazienti. Inoltre, la maggior parte degli strumenti di valutazione cognitiva sono difficili da accedere, costosi, dispendiosi in termini di tempo e non digitalizzati per renderli effettivamente disponibili presso il luogo di cura.


Strumenti di valutazione disponibili.

Come descritto da Gelenberg (2010), gli strumenti di valutazione possono essere divisi nelle seguenti 3 categorie:

  • Screening: stabiliscono complessivamente la presenza di un fenotipo
  • Diagnosi: aiutano a fare una diagnosi precisa
  • Monitoraggio/misurazione: consentono la sorveglianza dei sintomi nel tempo

Diversi strumenti di valutazione del MDD esistono in ciascuna suddetta categoria, anche con una sovrapposizione di alcuni strumenti; in altri casi non è sempre applicabile questa sovrapposizione.

Il PHQ-2 è semplicemente uno strumento di screening.

Il PHQ-9 [Patient Health Questionnaire-9, versione italiana] può essere usato per lo screening, per la diagnosi e per il monitoraggio

Altri strumenti di screening comprendono il CES-D [Center for Epidemiologic Studies Depression Scale Revised] e la Zung Self-Rating Depression Scale.

Strumenti diagnostici comprendono il MINI e la Versione clinica della SCID-5.

Il QIDS e il CUDOS sono esempi di strumenti di monitoraggio sintomatologico.


Cosa è necessario?

Uno strumento psicometrico efficace per la valutazione della cognizione dovrebbe valutare in modo completo i domini dell’attenzione e della concentrazione, dell’apprendimento e della memoria, della velocità di elaborazione e della funzione esecutiva e dovrebbe includere misure auto-valutative e obiettive. Lo strumento deve produrre in modo affidabile risultati coerenti nel tempo per i controlli, deve essere sensibile al fenotipo da misurare (ad esempio, il deficit cognitivo) e deve essere validato, il che significa che qualsiasi deficit rilevato può essere attribuito al deterioramento cognitivo e non un altro fattore di confusione. Lo strumento deve essere relativamente immune dagli effetti della pratica, in modo che i medici possano essere certi che i miglioramenti del paziente siano dovuti al miglioramento della cognizione e non perché i pazienti stiano migliorando la capacita di utilizzare dello strumento di misurazione. Lo strumento, infine,  dovrebbe essere disponibile in più formati, essere capace di uso interculturale ed essere informatizzato.


Il THINC-it®

Il THINC-it®  è il primo strumento di valutazione auto-somministrato per la valutazione della disfunzione cognitiva in tutti e 4 i suddetti domini cognitivi e comprende misure di autovalutazione e misure oggettive.  Elaborato da una Task Force, formata da una comunità di condivisione delle conoscenze scientifiche, coinvolge ricercatori di 11 nazionalità diverse. Lo strumento è un test animato che comprende le seguenti batterie di valutazione psicometriche:

  • Digit Symbol Substitution Test
  • Choice Reaction Time task
  • Trail Making Test-B
  • n-back working memory task
  • Perceived Deficits Questionnaire for Depression—5-item version

Lo strumento comprende, inoltre, il 5-item Perceived Deficits Questionnaire (PDQ-5), oltre ai 4 strumenti tradizionali di valutazione cognitiva.

I dati sono stati validati da recenti studi (McInteyre et al, 2016; 2017). Misure secondarie nello studio di validazione del THINC-it®, comprendono l’impatto della disfunzione cognitiva sulla produttività lavorativa, sul funzionamento generale, sulla qualità del sonno, sull’ansia e sul dolore. I risultati indicano che i pazienti con MDD hanno maggiori deficit cognitivi rispetto al gruppo di controllo. Con la disponibilità di un computer o di un touchscreen tablet devices il  THINC-it®, può essere completato dal paziente in 10 – 15 minuti e consente un immediato report clinico. Lo strumento è disponibile in più lingue. Le risposte di pazienti con depressione e dei controlli sani hanno indicato che lo strumento THINC-it può essere utilizzato regolarmente.

Lo strumento può essere scaricato a http://thinc.progress.im/en/content/thinc-it-about.

 


Bibliografia

Gelenberg AJ. Using assessment tools to screen for, diagnose, and treat major depressive disorder in clinical practice. J Clin Psychiatry. 2010;71(Suppl E1):e01.

Hammi E, Samp J, Rémuzat C, et al. Difference of perceptions and evaluation of cognitive dysfunction in major depressive disorder patients across psychiatrists internationally. Ther Adv Psychopharmacol. 2014;4(1):22–29. doi:10.1177/2045125313507946 PubMed

Lee RSC, Hermens DF, Porter MA, et al. A meta-analysis of cognitive deficits in first-episode Major Depressive Disorder. J Affect Disord. 2012;140(2):113–124. doi:10.1016/j.jad.2011.10.023 PubMed

McIntyre RS, Suppes T, Tandon R, et al. Florida best practice psychotherapeutic medication guidelines for adults with major depressive disorder. J Clin Psychiatry. 2017;78(6):703–713

McIntyre R. Validation of the THINC-it screening tool. Eur Neuropsychopharmacol. 2016;26(suppl 2):S759–S760. doi:10.1016/S0924-977X(16)31926-5

McIntyre RS, Best MW, Bowie CR, et al. The THINC-Integrated Tool (THINC-it) screening assessment for cognitive dysfunction: validation in patients with major depressive disorder. J Clin Psychiatry. 2017;78(7):873–880.

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