COVID-19 e Italia: e adesso?

Uno studio condotto da  Remuzzi A & Remuzzi G:  COVID-19 and Italy: what next?  e pubblicato nella rivista scientifica The Lancet il 13 marzo 2020, ha messo a confronto i dati della evoluzione del contagio del coronavirus nella città di Wuhan e i dati attuali e prospettici del contagio in Italia.

La diffusione della sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus 2 (SARS-CoV-2) ha già assunto proporzioni pandemiche, interessando oltre 100 paesi nel giro di poche settimane. Gli autori sulla base dei loro dati ritengono che sia indispensabile una risposta globale per preparare i sistemi sanitari in tutto il mondo. Sebbene le misure di contenimento in Cina abbiano ridotto i nuovi casi di oltre il 90%, questa riduzione non è stata riscontrata in altri stati così come in Italia, nazione particolarmente colpita. La percentuale di pazienti in terapia intensiva segnalati quotidianamente in Italia tra il 1 marzo e l’11 marzo 2020, è stata compresa tra il 9% e l’11% dei pazienti che sono stati infettati. Se questa tendenza  esponenziale continua per un’altra settimana, ci saranno  circa 30.000 pazienti infetti. Le unità di terapia intensiva saranno quindi alla massima capacità; entro la metà di aprile 2020 saranno necessari fino a 4000 letti d’ospedale. Gli autori sottolineano che il loro studio potrebbe aiutare le autorità sanitarie a recuperare risorse quali il personale sanitario i posti letti e le strutture di terapia intensiva, necessarie per gestire la situazione di emergenza nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.

Se la diffusione italiana segue un trend simile a quello cinese, gli autori suggeriscono che il numero di nuovi infetti possa iniziare a diminuire nel giro di 3-4 giorni a partire dal 11 marzo, allontanandosi dalla tendenza esponenziale. Allo stesso modo gli autori prevedere che la curva cumulativa dei pazienti infetti raggiungerà il picco 30 giorni dopo, con il carico massimo per le strutture cliniche per il trattamento di questi pazienti previsto per quel periodo.

Lo studio ritiene che se le misure restrittive sono state efficaci questi giorni potrebbero rappresentare il plateau, il picco dell’infezione in Italia. Tuttavia, al momento attuale non è possibile prevedere tale tendenza  a causa delle differenze tra le misure di distanziamento sociale e la capacità di costruire rapidamente strutture dedicate come in Cina.


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Numero misurato e previsto di pazienti  infetti in Italia usando una curva esponenziale.


Figure thumbnail gr3Figura Andamento della curva cumulativa dei pazienti infetti misurati a Hubei, in Cina, con una curva esponenziale

La linea tratteggiata rappresenta il punto temporale dell’epidemia in Italia.  Si prevede che il numero di pazienti cumulativi che sono infetti possa iniziare a a deviare dal minimo esponenziale in 3-4 giorni. Il plateau della curva cumulativa sarà raggiunto poco più di 30 giorni dall’11 marzo 2020.

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