Ossitocina e resilienza

L’antico sistema dell’ossitocina, evolutosi apprensivamente 500 milioni di anni fa, funzionava per mediare la risposta degli organismi ai cambiamenti ambientali per consentire la regolazione le funzioni basilari della vita, come la conservazione dell’acqua, la termoregolazione e il bilanciamento dell’energia attraverso la scala filogenetica. Quindi, il suo coinvolgimento nella resistenza, nell’adattamento ecologico dell’organismo e nella resilienza.

Nell’evoluzione dei mammiferi, l’ossitocina è stata incorporata nel travaglio e dell’allattamento. Per i giovani mammiferi il legame madre-cucciolo è diventato l’elemento chiave per la maturazione del sistema che supporta la riduzione dello stress.

Le funzioni vitali non si sviluppano più nel contesto del gruppo, come nei pesci o nelle formiche, ma nell’intimità del duplice rapporto, attraverso disposizioni contenute all0interno del corpo materno.

Nei mammiferi, il sistema ossitocina diventa l’elemento chiave per supportare i meccanismi della resilienza attraverso l’affiliazione, dove la robustezza, la plasticità e la tolleranza del disagio ecologico sono raggiunte dai contatti sociali nei processi che si estendono da una singola cellula alle comunità culturali umane. Complessivamente, il ruolo dell’ossitocina nella resilienza deriva tra tre fattori, associati nel suo coinvolgimento nella plasticità neuronale, socialità e immunità.

L’ossitocina è implicata nella plasticità neuronale a livello molecolare, cellulare e dell’assemblamento della rete neuronale.  I neuroni dell’ossitocina possono esprimersi con diversi neurotrasmettitori, compresa la dopamina, la serotonina e gli oppioidi. I neuroni che esprimono l’ossitocina comprendono una ampia varietà di tipi di cellule, come gli interneuroni GABAergici, le cellule piramidali glutammatergiche e le cellule peptidergiche.

L’ossitocina integra il cervello e la periferia, incorpora massivi input epigenetici ed è particolarmente associata alle esperienza dell’attaccamento. Incrementa la plasticità nella rete ippocampale per aumentare la salienza dell’obiettivo dell’attaccamento e l’esperienza dell’attaccamento forma la disponibilità dei recettori dell’ossitocina.

La modalità pulsatile del rilascio dell’ossitocina è particolarmente importante per l plasticità neuronale, da cui si formano i sistemi neurobiologici correlati all’ambiente. Il suo rilascio pulsatile coordina la nascita secondo condizioni ambientali favorevoli, tracciando la pima integrazione del cervello e dell’ambiente nella vita umana. Il suo aumento durante la nascita determina i segnali GABA per cambiare dalla eccitazione alla inibizione, sincronizzando il neuroni ippocampali del feto nella transizione dal periodo prenatale a quello post-natale.

L’ossitocina gioca un ruolo chiave nella socializzazione. I sistemi neuronali che abilitano l’attaccamento e i legami si sono evoluti attraverso la sensibilità dell’ossitocina per

L’ossitocina supporta l’integrazione degli individui nei gruppi sociali. attraverso l’evoluzione, è stato coinvolta nelle funzioni sociali: nei movimenti ritmici nei nematodi, nei processi sociali dei vermi, nella selezione del compagno negli uccelli, nel legame esclusivo nell’allevamento dei piccoli degli animali, nella affiliazione sociale nei roditori dei primati e degli uomini. I vincoli evolutivi hanno portato questo sistema flessibile dipendente dall’ambiente a portare i giovani a legarsi ai loro genitori, a funzionare all’interno della loro ecologia sociale e ad impegnarsi nella struttura sociale della loro specie.

In particolare, un maggiore supporto sociale e un senso di appartenenza al gruppo sociale sono stati ripetutamente associati a una maggiore capacità di resilienza.

il sistema dell’ossitocina del neonato è modellato dal prendersi in carico. studi su animali indicano che il comportamento materno programma la disponibilità dei recettori della ossitocina e studi longitudinali sugli uomini mostrano che l’ossitocina periferica è programmata da una cura parenterale sensibile sperimentata durante l’infanzia. L’ossitocina induce uno stato psicologico di quescienza che permette la partecipazione nel mondo senza paura e stimola il desiderio per i contatti sociali atttraverso i suoi legami con la dopamina nei neuroni striatali.

Questo stato unico fornisce le basi per il senso individuale di sicurezza sul quale può svilupparsi la resilienza.

Infine, l’ossitocina gioca un ruolo importante nel funzionamento del sistema immunitario. Studi sull’uomo mostrano le associazioni tra l’ossitocina e i biomarkes immunitari nelle culture cellulari, l’ossitocina riduce lo stress ossidativo e la secrezione di interleukina-6 (IL-6) dai macrofagi stimolati. In vivo, riduce la citochine infiammatorie, IL-6 e i TNF (tumor necrosis factor)-α81. Durante il periodo di formazione dei legami, incluso il periodo in cui si diventa genitore o ci si innamora, sia l’ossitocina sia il IL-6 aumentano la loro attività. e l’ossitocina è implicata nella più rapida guarigione della ferita. Recentemente, un batterio intestinale che produce ossitocina (Lactobacullus reuteri) è stato trovato giocare un ruolo nella resilienza, nella gestione dello stress e una più rapida guarigione delle ferite, suggerendo non solo una addizionale produzione di ossitocina nell’asse intestino-cerebrale, ma anche un ospite microbiotico associato alla promozione della resilienza.

Human antibody (immunoglobulin)

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