Clima aziendale e Burnout

Report dal National Academy of Medicine. Oct. 23, 2019

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Per garantire un’assistenza di alta qualità, il sistema sanitario deve affrontare il burnout dell’operatore sanitario determinato dal lavoro, dal clima aziendale e dalle pressioni amministrative.

Un recente report delle National Academies of Sciences, Engineering and Medicine raccomanda sei modificazioni del livello di Sistema per gestire il burnout degli operatori sanitari, ridurre il rischio professionale e promuovere il benessere professionale.

Negli USA tra un terzo e la metà dei medici sperimenta il burnout e la sua crescente epidemia richiede cambiamenti sistemici da parte delle organizzazioni sanitarie, dalle istituzioni universitarie e di tutti i livelli del welfare sanitario. La National Academy of Medicine degli USA ha sviluppato un nuovo report Taking Action Against Clinician Burnout: A Systems Approach to Professional Well-Being in cui sono indicati sei obiettivi principali per prevenire e ridurre in burnout clinico e promuovere il benessere professionale.

Il burnout, caratterizzato da esaurimento emotivo, distacco e basso senso di realizzazione professionale, possono mettere a repentaglio la cura dei pazienti e allontanare i medici, gli infermieri e gli altri operatori sanitari ad abbandonare il luogo del lavoro.

Il report specifica che è il clima lavorativo e non le patologie mentali ad essere responsabile del burnout. La crescente pressione nel sistema sanitario può contribuire alla comparsa del burnout, comprese i turni prolungati, le richieste burocratiche che tolgono tempo alla assistenza diretta la paziente, le difficoltà al bilanciare le attività famiglia/lavoro e le insufficienti risorse lavorative (ad es. ridotto numero di personale) tutto associato ad un clima organizzativo non supportivo e una struttura inefficiente del team.

Il suddetto report afferma cha “le strategie di gestione dello stress personale non sono sufficienti ad affrontare il burnout dei sanitari”. È fondamentale affrontare il burnout non come un problema individuale ma come un problema dell’intero sistema aziendale, in quanto deriva dalla cultura del luogo di lavoro, dalle politiche, dai regolamenti sanitari e dalle aspettative societarie.

“Il Sistema lavorativo, compreso l’ambiente sanitario, le tecnologie in uso e come tutti i membri del team interagiscono tra di loro, influenza profondamente il benessere professionale degli operatori sanitari” affermano Pascale Carayon, Leon and Elizabeth Janssen Professor e Director del Wisconsin Institute for Healthcare Systems Engineering at the University of Wisconsin-Madison”. “Per garantire la migliore cura possibile al paziente, l’organizzazione sanitaria deve creare una ambiente lavorativo che garantisca la sicurezza, la salute e il senso di appartenenza e di soddisfazione”.

Per molti operatori sanitari, lo sviluppo di una relazione adeguata con i pazienti è la prima cosa che attrae nel nostro lavoro, mentre le normative amministrative e burocratiche ci allontano dalla assistenza al paziente” afferma Christine Cassel, Professore of medicine alla  University of California, San Francisco e coautore del comitato esecutivo del report.

 


Il rapporto delinea sei obiettivi che il sistema sanitario dovrebbe perseguire:

  1. Creare un ambiente lavorativo positivo.
    • I dirigenti sanitari dovrebbero impegnarsi e rendere conto della creazione di un ambiente di lavoro che promuova cure di alta qualità, soddisfazione lavorativa e supporto sociale. Il report raccomanda che le organizzazioni sanitarie creino e mantengano un ruolo di leadership esecutivo dedicato al benessere degli operatori. L’organizzazione sanitaria dovrebbe monitorare e valutare l’entità del burnout, utilizzando strumenti validati e riferire su questo almeno ogni anno al leader, al manager e ai clinici all’interno dell’organizzazione.
  1. Affrontare il burnout durante la formazione e nella fase iniziale della carriera
    • I medici spesso sperimentano il burnout all’inizio della loro professione. Il report raccomanda che le scuole delle professioni sanitarie (comprese le scuole mediche, le scuole per infermieri, le scuole di farmacia e altri) allevino le principali fonti di stress monitorando il carico di lavoro (compresa la preparazione per gli esami e le attività di formazione), migliorando l’accesso a borse di studio e prestiti a prezzi accessibili e costruendo nuovi sistemi di rimborso dei prestiti.
  1. Ridurre le procedure che non migliorano la cura del paziente
    • Le agenzie sanitarie, le legislature statali e altre enti che stabiliscono gli standard assistenziali dovrebbero identificare e indirizzare le fonti del burnout del medico in relazione a leggi, regolamenti e politiche, eliminando quelle che favoriscono poco o nulla la cura del paziente. Dovrebbero valutare in modo specifico le normative e gli standard relativi ai pagamenti, alla tecnologia delle informazioni sanitarie, alla misurazione e segnalazione della qualità e ai requisiti professionali e legali.
  1. Migliorare la disponibilità, l’uso e la rilevanza della tecnologia informatica (IT) sanitaria
    • La IT sanitaria (Information technology (IT)), compresi i registri elettronici, la cartella clinica informatica, deve essere la più intuitiva e facile da usare possibile per ridurre il burnout.
    • I curatori degli IT sanitari e le organizzazioni sanitarie dovrebbero implementare tecnologie per ridurre le richieste di documentazione e automatizzare le attività non essenziali. Inoltre, i responsabili delle politiche aziendali e le aziende informatiche sanitarie del settore privato dovrebbero collaborare per sviluppare infrastrutture e processi che possano consentire un processo decisionale condiviso tra medici e pazienti.
  1. Ridurre lo stigma e migliorare i servizi di recovery del burnout.
    • Molti operatori sanitari non segnalano oil burnout perché temono potenziali conseguenze. Al fine di eliminare la stigmatizzazione di chiedere aiuto e promuovere il recovery e il benessere, il report raccomanda che gli organi legislativi statali facilitino l’accesso a programmi di assistenza dei dipendenti, a programmi di sostegno tra pari e agli operatori della salute mentale senza che le informazioni siano accessibili nelle controversie per malpractice.
  1. Creare una agenda nazionale di ricerca sul benessere degli operatori sanitari.
    • Entro la fine del 2020, le agenzie regionali- compresa l’Agenzia per la ricerca e la qualità della sanità, l’Istituto nazionale per la sicurezza e la salute sul lavoro, l’Amministrazione delle risorse e dei servizi sanitari e il Dipartimento degli affari dei veterani degli Stati Uniti – dovrebbero sviluppare un’agenda di ricerca coordinata sul burnout clinico. Le priorità della ricerca dovrebbero includere l’identificazione dei fattori che determinano il burnout in tutte le fasi della carriera e della vita degli operatori; le implicazioni del burnout per la forza lavoro e i risultati sulla sicurezza dei pazienti; e potenziali interventi a livello di sistema per migliorare il benessere del medico e dello studente.

 

 

 

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