La solitudine del protagonista

Mazzacurati ha sottratto “Mastro-don Gesualdo” alla monumentalità del testo scolastico, a tutti quegli involucri che l’hanno imbalsamato per rivelarne la pura forza narrativa. La prima edizione del 1888, qui inserita in appendice dopo quella del 1889, e continuamente confrontata all’interno del commento, indica il «percorso» seguito da Verga e mostra la formazione e trasformazione dell’opera nelle diverse fasi di stesura. Un modo per entrare nella macchina narrativa dello scrittore siciliano e scoprire «le dinamiche e le tensioni che scorrono sotto l’ultima vernice, la più cristallizzata, appunto, dall’abitudine». In appendice l’edizione del 1888.

 

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