La “ricompensa” dell’aggressività

Il ruolo della orexina.

Diversi disturbi psichiatrici sono associati ad un aumentato rischio di comportamenti aggressivi patologici. Tra i diversi disturbi sono compresi i disturbi dello spettro autistico, ADHD, disturbi di personalità e disturbi dell’umore. È stato ipotizzato che i sistemi cerebrali di ricompensa che controllano la valenza delle interazioni sociali possano essere alterati in queste condizioni morbose, con il conseguente aumento dell’aggressività.

Considerando la forte componente motivazionale del comportamento aggressivo c’è un crescente interesse sul ruolo che i circuiti della ricompensa giocano nel controllare l’aggressività.

La parte ventrolaterale dell’ipotalamo ventromediale è la regione “chiave” coinvolta nel generare l’aggressività. È stata studiata, in particolare una regionale cerebrale, la LHb (Lateral Habenula) identificata come un potenziale modulatore della valenza delle interazioni sociali aggressive. La LHb è un nodo critico nel circuito cerebrale della ricompensa che, quando attivata, promuove gli stati emotivi negativi soprattutto attraverso l’inibizione indiretta dei neuroni dopaminergici. Definita anche come “il centro antiricompensa” del cervello, la LHb riceve impulsi da diversi circuiti dal sistema mesolimbico  dalle strutture dei gangli basali e prende di mira tutti i sistemi neuromodulatori del cervello, compresi i sistemi noradrenergici, serotoninergici e dopaminienrgici. Dalla sua posizione centrale, la LHb funziona come un hub che integra le informazioni sensoriali, esperienziali e basate sui valori per regolare i diversi processi motivazionali,  cognitivi e motori (Hu et al, 2020).

La funzione della LHb, alterata in diversi disturbi psichiatrici, può essere associata ad alterazioni dei circuiti della ricompensa e alla aggressività. In alcuni studi in animali di laboratorio è stato dimostrato che la manipolazione funzionale dei neuroni LHb altera l’aggressività, le sue proprietà gratificanti e la “voglia di vincere”.

Volume 23 Issue 5 Lo studio condotto da Flanigan e collaboratori, pubblicato nella rivista scientifica Nature Neuroscience, nel mese di maggio 2020, ha confermato che l’aggressività è associata a una riduzione complessiva della attività della LHb e un incremento della attività dei neuroni GAD2 della LHb. Sebbene la LHb sia formata principalmente da neuroni glutammatergici, contiene anche una piccola popolazione di cellule che esprimono GAD2 che è un marcatore dei neuroni inibitori GABAergici. Lo studio ha dimostrato che durante un comportamento aggressivo queste cellule si attivano notevolmente attivando il circuito della ricompensa.

Queste cellule, inoltre, sono sotto il controllo modulatore di un neuropeptide, la orexina, che sembra influenzare la loro capacità di promuovere l’aggressività o di preferire il comportamento aggressivo nei contesti sociali. L’orexina ha un ruolo importante nei comportamenti motivati; ed è stato dimostrato il suo ruolo nell’autosomministrazione e nelle ricadute nell’abuso di sostanze stupefacenti. Inoltre, i neuroni della orexin sono attivati da stimoli e contesti sociali con ricompense naturali così come il cibo e il sesso.

È interessante notare che la attività dei neuroni GAD2 (Glutamic Acid Decarboxylase) della LHb  si esprime anche sui recettori degli estrogeni e della vasopressina, entrambi implicati nell’aggressività. È possibile che anche altre aree cerebrali siano implicate nella regolazione dell’aggressività e nelle proiezioni alla LHb, così come la corteccia prefrontale e il septum laterale, bersaglio dei neuroni LHb GAD2 che regolano direttamente l’aggressività. I neuroni della orexin ricevono input anche dai neuroni del VMH (ipotalamo ventromediale, regione che si è dimostrata essenziale per iniziare l’attacco tra maschi in animali da laboratorio. In questo modo i neuroni LHb – orexin possono formare un legame tra il centro ipotalamico dell’attacco e i circuiti che controllano la motivazione


Lo studio del gruppo di Flanigan suggerisce che nel contesto di una “aggressività desiderata” questi neuroni codifichino segnali gratificanti associati alla ricompensa al completamento dell’attacco e promuovono attacchi futuri “gratificanti”.


Gli autori concludono che la orexina gioca un ruolo importante nel modulare l’aggressività e nel  preferire l’aggressività nei contesti sociali attraverso l’attivazione dei neuroni LHb GAD2.


Flanigan ME, Aleyasin H, Li L, et al. Orexin signaling in GABAergic lateral habenula neurons modulates aggressive behavior in male mice. Nat Neurosci. 2020;23(5):638-650. doi:10.1038/s41593-020-0617-7

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