Neurocognizione

Tratto dall’articolo di Mario Maj e coll., pubblicato nel numero di ottobre 2020 della rivista scientifica World Psychiatry dal titolo “The clinical characterization of the adult patient with depression aimed at personalization of management” (Maj et al. World Psychiatry 2020; 19:269-293). Sono state sintetizzate dagli autori nel paragrafo Neurocognition le principali conoscenze scientifiche attualmente presenti in questo settore. Di seguito è riportata la sua traduzione con spunti di ragionamento e di riflessioni sul materiale prodotto. Buona lettura.


I deficit cognitivi sono una dimensione nucleare della sindrome depressiva e sono stati identificati sia nel primo episodio della depressione sia negli episodi depressivi successivi. Possono essere antecedenti alla diagnosi di depressione e possono persistere durante gli stati “asintomatici”. La loro gravità può andare da livelli bassi a livelli elevati e possono essere clinicamente rilevanti. Inoltre, è stato anche dimostrato che un significativo grado di peggioramento psicosociale e una riduzione della produttività in ambito lavorativo nei pazienti affetti da depressione sono mediati direttamente da un deterioramento cognitivo.

La neurocognizione può essere alterata nelle funzioni esecutive, della attenzione/concentrazione, apprendimento/memoria e nella velocità del processamento. Le funzioni esecutive possono essere ulteriormente suddivise nella pianificazione, sequenziamento, monitoraggio e inibizione del pensiero, dell’umore e del comportamento.

I deficit cognitivi possono essere progressivi nei pazienti con depressione soprattutto nei sottodomini dell’apprendimento/memoria. Questa osservazione si allinea con un corpo separato di evidenze che documentano una riduzione volumetrica dei substrati della memoria (ad es., ippocampo) negli adulti affetti da depressione. La progressione dei deficit cognitivi nella sottopopolazione di pazienti può fornire un quadro esplicativo per una risposta attenuata agli antidepressivi in un gruppo di adulti affetti da depressione.

La prevalenza, la persistenza, così come l’effetto dei deficit sulla qualità della vita, sulla funzione psicosociale e lavorativa, così come una risposta terapeutica, suggerisce la necessità per uno screening sistematico e una misurazione della neurocognizione negli adulti che si presentano con sintomi depressivi clinicamente rilevanti. L’assenza di una significativa correlazione tra la misurazione auto e oggettiva del funzionamento cognitivo caratterizza in modo insufficiente la grandezza e la complessità dei distrubi cognitivi nelle persone affette dal disturbo.

Gli strumenti di valutazione convenzionali dei sintomi depressivi – così come la PHQ-9 e il QIDS – che fanno affidamento su self-report del paziente, contengono pochi item che valutano la cognizione e non catturano pienamente le manifestazioni ecologiche della vita quotidiana degli individui affetti. Di conseguenza, si raccomanda che agli adulti con depressione si debba indagare specificatamente la presenza dei deficit cognitivi e il loro impatto sulla qualità della vita e sul funzionamento psicosociale e lavorativo. E’ stato anche suggerito di aggiungere alla valutazione clinica con misure validate, affidabili e di misurazione oggettiva nella pratica clinica.

La maggior parte degli strumenti per la valutazione cognitiva richiedono una interpretazione professionale, spesso con costi elevati. il THINC-integrated tool è uno strumento con proprietà psicometriche soddisfacenti la cui somministrazione è fattibile nella pratica quotidiana. Questo strumento è stato validato sia come strumento di screening per il deterioramento cognitivo nella depressione e sia come misura per valutare le modifiche della cognizione dopo trattamento. Valuta le funzioni esecutive, la velocità di processamento delle informazioni, l’attenzione/concentrazione, l’apprendimento/memoria, così come le funzioni autoriportate. Si scarica gratuitamente per gli smart device e richiede circa 5-8 minuti per il completamento.

La presenza del deterioramento cognitivo nei pazienti con depressione ha implicazioni significative per la formulazione dei piani di gestione. I farmaci psicotropici che possono interferire sulle funzioni cognitive dovrebbero essere sospese. Questi comprendono gli antidepressivi con attività anticolinergica (ad es., antidepressivi triciclici), antipsicotici con significative proprietà anti-istaminiche e le benzodiazepine. Inoltre, le sostanze ricreative (ad es., Cannabis) che interferiscono con la cognizione dovrebbero essere evitate. Il miglioramento della qualità del sonno agisce positivamente sulle funzioni cognitive dei pazienti depressi. il trattamento della comorbidità psichiatrica o medica dovrebbe essere la priorità per preservare la funzione cognitiva nella gestione della depressione.

I trattamenti specifici per il funzionamento cognitivo sono stati trattati in maniera insufficiente. Il rimedio cognitivo è stato trovato migliorare le capacità attentive, mentre la sua funzione sugli altri domini deve essere ancora documentata. L’esercizio aerobico mostra risultati promettenti nel preservare e migliorare le funzioni cognitive. La neurostimolazione (ad es., la stimolazione magnetica transcranica ripetuta) può anche migliore i sottodomini della cognizione negli adulti con depressione.

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